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host
09/06/2008 14.03
A poche ore dalla consegna dell’ambitissima Palma D’Oro il cinema italiano, forte di un grande successo di critica, sembra posizionato in pole position per i riconoscimenti della rassegna cinematografica della Costa Azzurra. Fa questo tornando alla radici, risfoderando le sue attitudine, quella sua capacità innata di raccontare la realtà. Quella stessa capacità che fece del cinema italiano un modello vincente, Il MODELLO con cui confrontarsi tra gli anni cinquanta e sessanta. Non sembra infatti azzardato scrivere di neorealismo riferendoci a Gomorra, film tratto dall’omonimo best seller di Roberto Saviano. Usiamo orgogliosi il termine Neorealismo, per un film girato nei rioni di Napoli ed in quei paesi del casertano dove la realtà diventa così radicalmente supernaturale da diventare surreale. Per un film nel quale il cast come da tradizione Pasoliniana alterna a grandi nomi della recitazione italiana, Servillo tra tutti, attori presi dalla strada. Per quanto riguarda Il DIVO, film che racconta le contraddizioni della politica italiana attraverso la narrazione delle vicende interne alla corrente Andreottiana della Democrazia Cristiana, parlare di neorealismo non è del tutto sbagliato ma neanche corretto.
Non è sbagliato in quanto i personaggi sono verosimili, ma non è neanche corretto in quanto il film sembra aprire arie di sospetto che partendo dai fatti reali materializzano una rappresentazione della realtà che va oltre i fatti stessi. Per essere più chiari se potessi fare un parallelismo collocherei nella mia cineteca Il Divo di Paolo Sorrentino accanto ad un altro capolavoro della nostra cinematografia “C’era una volta in America” di Sergio Leone. A buon intenditor poche parole. Chiudiamo questo piccolo speciale su Cannes fiduciosi del fatto che la giuria capitanata da Sean Penn possa, come dalle indiscrezioni che arrivano, premiare questa voglia di ritorno alla realtà che parte dal cinema italiano!
Andrea Di Stefano
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